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    Monza Villa Reale
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    Restauro del teatrino di corte: un nostro service
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    Il gran premio di F1
  • La regina Teodolinda negli affreschi degli Zavattari
    La regina Teodolinda negli affreschi degli Zavattari
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    La Corona Ferrea

 

Le azioni del Club nei suoi oltre 50 anni di vita

 La Banca del Bene

Cultura

 Salute

 Ambiente

Scuola

 Internazionalità

     
     

La Banca del Bene

 

Prima di descrivere quanto di bello il Club è riuscito a fare nei suoi cinquant’anni, è doveroso presentare lo strumento che ha in buona parte permesso queste realizzazioni, La Banca Del Bene. Nell’anno 66/67 il Club matura l’idea di creare un conto, separato dalla gestione ordinaria, nel quale far confluire le donazioni anonime dei soci; una apposita commissione, presieduta dal Presidente in carica avrebbe poi provveduto al miglior utilizzo di tali fondi, tenendo in debito conto anche le indicazioni degli anonimi benefattori. Il grande Montanelli, nell’introduzione al libro sui 30 anni del Club scriveva: “Bisogna servire….I rotariani a Monza…l’hanno sempre saputo”;  ed è stato anche grazie  a questo conto, denominato Banca Del Bene, che il Club ha potuto perseguire importantissimi risultati nel campo del SERVIRE, obiettivo primo del Rotary. Ulteriore finalità della banca è stata anche quella di spersonalizzare le donazioni, concentrandole su progetti di più ampio respiro. Molte sono state le azioni di servizio intraprese in cinquant’anni; l’elenco di tutte, ammesso di ricordarle, si trasformerebbe in una fredda lista della spesa; mi assumerò quindi la responsabilità di descrivere le azioni di maggior rilevanza, scusandomi con gli artefici di tutte le altre che qui ringrazio di cuore insieme a tutti i rotariani del Club. Voglio peraltro qui evidenziare come le azioni del Club mai si sono limitate al supporto finanziario ma sempre scaturiscono da un progetto, autore del quale è il Club tramite uno o più soci. Obiettivo privilegiato è stato certamente l’intervento a favore della comunità monzese, della nostra bella città: cultura, salute, scuola, ambiente, questi i principali temi affrontati.

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Cultura

Nel 1964 il Club decide di valorizzare gli splendidi affreschi degli Zavattari, realizzati attorno al 1444, che rappresentano la vita di Teodolinda, coprendo completamente le pareti della cappella in Duomo dedicata alla  regina cara ai monzesi: viene così realizzato un magnifico volume le cui ottantadue tavole a colori permettono finalmente di apprezzare quei bellissimi dipinti, di non sempre facile visione dal vivo.  Circa quindici anni dopo, nel 1980, il Club, con il Rotaract, organizzerà una interessante mostra all’arengario, intitolata: “Noi Longobardi-La leggenda di Teodolinda”: grande successo tanto che la mostra viene replicata qualche mese dopo. Ma il Duomo, oltre agli affreschi, custodisce inediti spartiti di musica sacra composti nel sei e settecento e portati alla luce da una ricercatrice di Bologna con il contributo e l’incoraggiamento del Club insieme a Lions e Soroptimist:  un concerto in Duomo, il giorno del patrono S. Giovanni nel 1968, fa conoscere alla cittadinanza questo splendore musicale; verrà dato alle stampe un completo catalogo degli spartiti e pubblicato un 33 giri contenete il completo concerto. Ma le opere d’arte e le testimonianze storiche racchiuse nel Duomo non possono trovare sufficiente spazio espositivo nel piccolo ed elegante Museo Serpero; perciò, grazie alla realizzazione di un socio, il Club presenta nel 1986 il progetto del Museo Capitolare del Duomo: vari interventi vengono finanziati dal Club e il museo è oggi in dirittura finale per la sua inaugurazione. La storia, l’arte, l’economia di Monza e della Brianza  sono oggetto di un’altra importante iniziativa editoriale del Club che nel 1967 inizia la realizzazione di una colossale impresa: 6 volumi per descrivere in ogni suo aspetto la città ed il suo circondario; i volumi, editi dalla casa editrice Il Polifilo su carta filigranata e con una partecipazione finanziaria del Credito Artigiano, vedranno la luce nell’arco di quasi un ventennio e costituiscono a tuttoggi la più completa ed esaustiva opera sulla città. Insieme al Rotaract, che ne curò l’aspetto progettuale ed i rapporti con la Sopraintendenza ai Monumenti, il Club nel 1969 inizia l’iter burocratico per il completo restauro del teatrino di Corte della Villa Reale: squisita opera di Luigi Canonica, incaricato a ciò da Eugenio Beauharnais, allora in stato di desolante abbandono: nel maggio ‘73 il Teatrino, restaurato a partire dal ’71 col finanziamento del Club e dell’amministrazione della Villa Reale, viene inaugurato e Monza potrà nuovamente fruirne: finalmente gli eleganti affreschi, i dipinti e lo scenario di sfondo dell’Appiani, le originali macchine lignee di scena, sono presentate all’ammirazione dei visitatori ed il teatrino ritorna a vivere. Il Club è sempre stato attento anche alle più recenti espressioni artistiche e nel 1984 si fa promotore della rassegna d’arte contemporanea “Città di Monza”, realizzata insieme al Club di Monza Est ed all’Amministrazione Comunale che si assumeva parte degli oneri ed il patrocinio: nella prestigiosa Villa Reale erano esposte 109 tele, alcune delle quali poi acquistate dal Club e donate al Comune; una antologica del grande maestro lombardo Gino Meloni affianca la mostra che si ripete nel 1986 con antologica del milanese Alfredo Chighine. Anche in questa occasione 7 dipinti vengono acquistati e donati al Comune. Nel 2005 viene riproposta la rassegna d'Arte contemporanea, nominata SerrONE Biennalegiovani Monza 2005 : espongono 30 giovani artisti, 5 dei quali verranno premiati con l'acquisto dell'opera premiata, donato alla Civica Pinacoteca. Nel 1992, nell’ambito dei festeggiamenti per il quarantesimo del Club, viene organizzata una personale di Anselmo Bucci, tra l’altro uno dei soci fondatori del Club. Nel ’94 viene poi allestita all’Arengario la rassegna “Arte a Monza 1900-1950” per la divulgazione e valorizzazione del patrimonio artistico della città. Un’altra interessante mostra viene allestita all’Arengario nel 1996: “Pittura e Fotografia”; esposte opere di circa 50 autori, pittori e fotografi di rilevanza nazionale: Ajmone, Baj, Crippa, Ferroni, Maria e Ugo Mulas, Scanavino, Tadini, Zigaina tanto per fare qualche nome. Tutte le mostre sono sempre state illustrate da esaurienti cataloghi, generalmente curati da nostri soci. Nel 2005 vede la luce un imponente volume, voluto e completamente finanziato dal Club, sulle opere del pittore monzese Eugenio Spreafico . Nel 2006 il club promuove un intervento di conservazione e valorizzazione dei preziosi avori della collezione Durini, conservati nel Museo del Duomo. E per finire,  un’ultima iniziativa, ideata nel ’68: lo studio, la realizzazione, la messa a punto di un prototipo di macchina elettrostereobraille per la realizzazione più rapida ed economica di libri Braille, fino allora prodotti  da una quarantina di amanuensi per la Biblioteca Italiana Ciechi, con sede a Monza. Il Club, che ha anche realizzato una monografia in 5 lingue con la descrizione della macchina, è orgoglioso di aver contribuito alla produzione di tale macchina, strumento per l’elevazione morale e professionale dei non vedenti.

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Salute

 

La collaborazione tra il Club e le strutture sanitarie monzesi è sempre stata attivissima: dove a volte la burocrazia o la endemica mancanza di fondi frena l’iniziativa dell’ente pubblico, il nostro Club è spesso pronto a farsi avanti, accollandosi non solo i costi ma anche proponendo nuove iniziative. Quale ad esempio i “Corsi di Primo Soccorso ed Animazione” Da un’idea di alcuni soci medici nasceva nel ’79 il primo di questi corsi, ripetuti molteplici volte negli anni seguenti; oggetto del corso, tenuto da medici rotariani nell’arco di un paio di mesi, è l’addestramento dei cittadini (sempre più di cento i partecipanti ad ogni edizione) alla rianimazione cardiopolmonare; il metodo è quello della didattica attiva: lezioni serali settimanali, un testo, diapositive e filmati, uso del manichino Resusci-Ann, questionario finale e quindi attestato per gli assidui frequentatori: più di mille monzesi sono stati così finora istruiti. Nel 1985 si vara un nuovo progetto, “Anche Tu Puoi Salvare Una Vita”, basato su interventi presso le scuole medie superiori, durante il normale orario scolastico; nel 1989 il progetto viene ceduto per la sua prosecuzione alla struttura sanitaria pubblica: oltre 4.500 studenti erano allora già stati istruiti.  Alla fine del 66 appariva in Italia la prima unità di cura coronarica ospedaliera; la Banca del Bene, sollecitata da un socio cardiologo, si attiva: coinvolge nel progetto la Philips di Monza e nel 70 si procede all’inaugurazione della nuova unità di cura coronarica presso l’ospedale S. Gerardo; la mortalità tra i ricoverati per infarto scende rapidamente dall’usuale 35% al 15.2% nel 1972 e 10.1% nel ‘81 Ma spesso è necessario riabilitare l’infartuato: occorrono spazi, attrezzature, personale specializzato; il problema è posto nel 1980, il Club coinvolge altre istituzioni e privati e nel 1985 viene inaugurata la “Unità di Riabilitazione Cardiologia M. Cellina”, intitolata al un nostro socio fondatore per molti anni primario all’Ospedale S. Gerardo. L’unità lavora in stretto contatto con altri centri analoghi in Italia ed all’estero, coordinando una banca dati e producendo materiale informativo ed educativo per i cardiopatici. Ma la tecnologia avanza: oggi ci sono i defibrillatori, che se utilizzati rapidamente possono salvare dall’infarto; ce ne vogliono molti, dislocati per la città; i primi due il Club li dona nel 2001 all’Istituzione “Brianza per il Cuore” , fondata da rotariani del nostro e di altri Club monzesi. Il Club non dimentica anche chi non può usufruire delle strutture pubbliche, come ad esempio molti extracomunitari: nel ’97 il Club inaugura il Centro Salute per i Non Assistiti intitolato alla memoria del socio GianMario Onagaro: il centro, realizzato dalla Banca del Bene, è affidato per la sua gestione ai volontari della Caritas Decanale e risponde egregiamente alle esigenze sanitarie di primo intervento.  

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Scuola

 

Nel ’65 il Club realizza il suo programma IARD (Individuazione ed Assistenza Ragazzi Dotati): inizialmente, con la collaborazione dell’Associazione Industriali di Monza e Brianza, l’attenzione si rivolge a due scuole medie monzesi dove vengono identificati 15 borsisti. L’impegno finanziario del Club fu notevole negli otto anni di vita del progetto ed i risultati molto significativi; nell’ambito del programma si pubblicarono due volumetti e si tenne un convegno di due giorni nel ’68, “Verso la scuola integrata” che ebbe notevole risonanza a livello nazionale. Alla morte del socio fondatore Aldo Resnati il Club indice  3 borse di studio biennali dedicate a studenti lavoratori delle scuole serali monzesi: ad oggi più di 50 studenti hanno meritato le borse che continuano tuttora ad essere assegnate. Altre borse furono assegnate nell’anno 88 a 4 studenti di scuole medie superiori ed altre due erano state assegnate a due giovani medici dell’Ospedale S. Gerardo nel 1984.    Nel 2001 vengono inoltre assegnati 3 premi per il curriculum meglio realizzato, presentato da giovani studenti dell’ultimo anno di scuola media superiore ed altre 3 borse di studio premiano i migliori progetti di siti internet presentati. Nel 1988 il Club decide di far fronte “all’emergenza infermieri”: a fronte di una cinquantina di infermieri diplomati annualmente dalla scuola infermieri dell’ospedale di Monza si verificano circa 70/80 dimissioni tra quelli già impiegati dalle strutture sanitarie. Il Club, tramite la sua Banca del Bene, decide di bandire delle borse di studio, intitolate alla memoria del socio Primo Brega, per sovvenzionare soggiorni di studenti meritevoli presso ospedali in Europa e Stati Uniti; l’obiettivo del progetto è duplice: incrementare il numero di iscrizioni alla scuola ed aumentare la professionalità degli studenti. Il progetto è accolto con entusiasmo dall’Amministrazione comunale e dalla struttura ospedaliera; nel 1991 i primi 7 studenti premiati passano l’estate in ospedali svizzeri; nell’anno scolastico 91/92 le iscrizioni alla scuola infermieri sono più di 400, contro il centinaio di due anni prima. Da allora circa 60 studenti hanno potuto usufruire di questa opportunità che continua felicemente, con il compiacimento e la collaborazione della scuola dell’ospedale. Sempre nel campo della specializzazione professionale non va dimenticata la progettazione, in collaborazione con la Pro Monza e con Monza est, di un corso di preparazione al conseguimento della licenza regionale di guide turistiche. Il corso, istituito nel 1998, prepara ogni anno circa 25 giovani diplomati o neolaureati che trovano poi una immediata collocazione in ambito monzese o regionale. Particolare attenzione è sempre stata prestata dal Club verso gli studenti dell’ultimo anno di scuole medie superiori (periti, ragionieri e geometri) per aiutarli in una consapevole scelta postscolastica: dal 1987 vengono tenuti numerosi interventi di nostri soci per orientare professionalmente gli studenti; si organizzano poi stage estivi, in collaborazione del Rotaract, presso aziende monzesi e del circondario: IBM, STAR, Candy tra le altre. Per le scuole medie inferiori ricordo il programma “Stradasicura” per l’educazione stradale: più di 700 opuscoli illustrativi vengono distribuiti nel 92 nelle scuole monzesi dove si tengono anche lezioni in aula con la collaborazione del Corpo dei Vigili Urbani. Su richiesta del Comune l’iniziativa, intrapresa in collaborazione con Monza Est, viene ripetuta l’anno seguente. E’ grazie a queste attività che ìl nostro Club ottiene nell’anno 92/93 il prestigioso riconoscimento dal Distretto per il “Programma Più Rilevante del Distretto 2040”: premiato è il progetto ”R.C. Monza e scuola: media inferiore, media superiore, professionale, serale”. Il Club non dimentica gli insegnanti: la collaborazione si concretizza nel 1986, quando vengono organizzati incontri e stage; significativo il ciclo di aggiornamento di 3 giorni nel novembre ’86, organizzato con Fondazione Agnelli e Associazione Industriali: gli interventi, tenuti da nostri soci su temi di attualità, sono seguiti con interesse da più di cento insegnanti.

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Ambiente

 

Nel 1968 la commissione “Urbanistica e Difesa del Paesaggio” organizza una riunione allargata a autorità competenti e sindaci dei comuni brianzoli per prendere “in serio esame tutti i problemi connessi alla Difesa della Brianza: la verde bella Brianza cara al Manzoni, al Foscolo a Stenhdal, a poeti ed artisti” Presenziano numerosi sindaci ed assessori di comuni e Provincia, il Sovrintendente ai Monumenti della Lombardia, il past president del Turing Club, il vicepresidente di Italia Nostra, presidenti di Pro Loco, rappresentanti del P.I.M., di Amici della Brianza. Il problema è ampiamente trattato e dibattuto, sollevando ampi echi nella stampa nazionale. Quattro anni dopo, nel 1972, su iniziativa del Club e di quegli stessi soci che tanto a cuore avevano il nostro territorio, nasce l’ADAL (Associazione Difesa Alto Lambro); finalità dichiarata “la difesa, tutela e protezione della vallata del Lambro, dalle sue origini alla città di Monza, da classificare e da destinarsi a parco fluviale nazionale”. Altre istituzioni aderiscono all’iniziativa che opera tramite studi, ricerche, interventi sul campo nei quali mostrano il loro entusiasmi i giovani rotaractiani. Nel 1981 l’ADAL organizza la mostra all’Arengario “Lambro: morte di un fiume” per sensibilizzare i cittadini e le autorità sul degrado del fiume; viene anche stampato dal Rotaract un volumetto omonimo che riporta fotografie e rilevazioni compiute negli anni precedenti in vari punti del fiume. Nell’ottobre 1983, in collaborazione con l’Ufficio Idrografici del Po e con il Consorzio Bonifica dell’Alto Lambro, viene installato un idrometrografo a S. Giorgio di Biassono per il costante monitoraggio della portata del fiume, tuttora funzionante sotto la gestione dell’ADAL. Nel dicembre 83 l’obiettivo dichiarato dell’ADAL viene raggiunto: la Regione Lombardia promulga la legge n.86 per la costituzione del “Parco della Valle del Lambro”. Nel 1985 il presidente della Regione Lombardia, inaugurando a Monza il depuratore di S. Rocco, dove convergono 100 km di collettori vallivi della valle del Lambro, ricorda le numerose e pressanti azioni di sensibilizzazione  intraprese dall’Adal. Nel 1986 il Rotaract potrà testimoniare i risultati raggiunti pubblicando un secondo volumetto, questa volta dall’esplicito titolo: “Lambro: rinascita di un fiume” Nel 91 l’ADAL  pubblica il Rapporto Goffredo Gori, intitolato al socio che molto fece per il l’associazione: un completo compendio di dati, un prezioso strumento di lavoro che viene distribuito agli operatori del settore. Nel 93/94 altri interventi vengono dedicati principalmente al risanamento e valorizzazione del tratto urbano. Nel 97 vengono pubblicati nuovi dati sulla situazione del fiume e dei consorzi preposti alla depurazione delle sue acque, dal titolo “L’Alto Lambro in cifre”. L’ADAL continua tuttoggi ad operare fattivamente e proficuamente: tra i progetti all’attenzione la ricostruzione di una belle riviere integrata nel sistema pedonale urbano di Monza

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Internazionalità

 

Il nostro sodalizio si chiama Rotary International e quell’aggettivo “Internazionale” non è certamente casuale: perciò il nostro Club ha saputo, nei suoi cinquant’anni, valorizzare anche l’azione internazionale non solo tramite le usuali contribuzioni alla Rotary Foundation. Nel 1980 il nostro Club si gemella con il Club Mendrisiotto, nella vicina Svizzera Italiana; è questa una scelta vincente: la vicinanza, la lingua comune, la condivisione di propensioni e intendimenti facilitano i contatti che si ripetono annualmente, senza interruzione di continuità. La cultura e l’arte sono oggetto di numerosi interClub con i nostri amici svizzeri: memorabile l’emozionante processione del Giovedì Santo a Mendrisio nel 1984 e le visite alle mostre di Chagall (2001),di Bacon, degli impressionisti (1989) della collezione Tyssen-Bornemisza (1986) a Lugano, di Ben Nicholson (1993) a Mendrisio, Molte anche le visite alle bellezze artistiche di Monza ed al nostro autodromo, con tanto di giri al volante in pista. I programmi rotariani di scambio estivo ed annuale sono una impareggiabile opportunità per conoscere altre culture vivendo nella famiglia di ospiti stranieri ed ospitando giovani di altre lingue, religioni, razze; una grande occasione per aumentare la comprensione tra i popoli e mostrarsi degni ambasciatori del proprio Paese: gli Stati Uniti sono la meta preferita e molti giovani sanno approfittare annualmente di queste generose e formative opportunità; ricordo in particolare la giovane Sara Resnati che, dopo un anno passato nelle scuole di White Plane, viene premiata nel 1987 con il massimo riconoscimento rotariano dalla famiglia che l’ospitò negli USA: gli ospiti americani verranno a Monza, al nostro Club, per consegnare personalmente la Paul Harris Fellow alla meritevole Sara. Nell’estate ‘90 il nostro Club organizza il suo primo Camp dedicato al Golf ed ospita, con gli altri Club monzesi e con la collaborazione del Golf Club Milano, una dozzina di ragazzi provenienti da altrettanti paesi europei; visto il successo l’iniziativa è ripetuta nell’estate 1992. I Camp sono delle occasioni uniche per promuovere all’estero la conoscenza del nostro territorio, della nostra cultura; come non ricordare la felicità dei ragazzi, su una chiatta a Venezia nella notte della festa del Redentore, sotto gli splendidi fuochi d’artificio; o l’entusiasmo di una giovane danese che, affascinata dal nostro stile di vita, cercò assiduamente un’occupazione in Italia che le permettesse di soggiornarvi alcuni anni. Nel ‘91 alcuni soci si recano in Congo (allora Zaire) per visitare una missione ed altre installazioni di cooperazione internazionale; l’istruzione appare l’emergenza più evidente: molti giovani congolesi devono camminare diverse ore per raggiungere la più vicina scuola; altrettante ore poi per tornare a casa a studiare; ma nel frattempo sopraggiunge il buio e lì la luce elettrica non c’è ancora. Il missionario, parroco in Zaire, sarà ospite del nostro Club e potrà descriverci questa realtà; ma soprattutto riferisce come, al costo di una nostra utilitaria, si possono edificare e rendere operative più scuole; prima del suo ritorno in Zaire la Banca del Bene gli consegnerà il necessario per la costruzione di alcune scuole, due delle quali verranno inaugurate nel ’94 a Ibinja e Irhe nei pressi del lago Kiwu non appena la sopravvenuta guerra civile tra Hutu e Tutsi ne permetterà la realizzazione. Molti altri saranno gli interventi della Banca del Bene per emergenze in paesi in via di sviluppo o martoriati da guerre o calamità naturali; citerò per tutti l’ingente invio di farmaci alla Jugoslavia devastata dalla guerra civile nel 1992. Nell’autunno del ’94, a pochi anni dalla caduta dei muri con l’Est,  il Club organizza un interessante incontro per con la realtà moscovita, per una presa di contatto non solo con il mondo degli affari, tramite il Direttore della russa Import-Export Bank, ma anche con quello della cultura, grazie al Rettore della Università di Mosca, e della religione con il  Vice Patriarca della Chiesa Ortodossa di tutte le Russie. Ogni anno il Club organizza una visita di 4/5 giorni all’estero: è una occasione per i soci per conoscere diverse realtà, culture, opere d’arte; tra i tanti ricordo i soggiorni in Irlanda,  Giordania, Andalusia,Finlandia, Olanda, in Germania lungo il Reno, a Vienna, Berlino, Istambul, Atene, Budapest

 L’attenzione del Club all’azione internazionale è anche evidenziata dalle responsabilità che si è assunto nelle commissioni distrettuali:

  • 1976/77 e 1977/78 Paolo Brockhaus è Rappresentante distrettuale del comitato interpaese Italia-Germania
  • 1982/83,  1983/84 e 1984/85  Edgardo Velicogna è Rappresentante distrettuale del comitato interpaese Italia-Olanda
  • 1984/85, 1987/88 Stello Boccazzi è Rappresentante distrettuale del comitato interpaese Italia-Francia
  • 1987/88 Antonio Vismara è Rappresentante distrettuale del comitato interpaese Italia-Svizzera
  • 1998/99 e 1999/2000 Giulio Camagni è presidente della commissione distrettuale per gli scambi internazionali dei Gruppi di studio (GSE)

Infine non vanno dimenticate le partecipazioni dei nostri soci ai raduni internazionali del Rotary: il nostro è forse tra i pochi Club italiani a garantire una quasi costante presenza a queste annuali riunioni che vedono la presenza di migliaia di rotariani provenienti da tutto il mondo.

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